Descrizione
Le radici a Cabras, l’attenzione ai bisogni della Sardegna, l’impegno nelle istituzioni nazionali. La storia di Giovanni Marongiu unisce questi elementi in un percorso nel quale lo studio e insegnamento del diritto e l’attività pubblica sono stati accompagnati da una domanda: come rendere le persone e le comunità protagoniste del proprio sviluppo. Al giurista, professore e ministro cabrarese è dedicato il convegno “Giovanni Marongiu, un gigante. L’uomo, il professore, il ministro”, in programma venerdì 13 novembre 2026 alle ore 15:30, nei locali del Centro polivalente di Cabras.
L’iniziativa è promossa dal Comune di Cabras, con il contributo della Regione Autonoma della Sardegna – Assessorato della Pubblica Istruzione, Beni Culturali, Informazione, Spettacolo e Sport, e organizzata dall’Associazione Enti Locali A.C.S.
"Rendiamo omaggio a Giovanni Marongiu, una grande figura di Cabras, un intellettuale che ha dato il suo importante contributo personale alla scienza della pubblica amministrazione e al pensiero civile e politico nazionale fino ai primi anni novanta. Tenevamo molto a realizzare questo convegno, il primo dedicato a Giovanni Marongiu nel suo paese di origine, per valorizzarne l'eredità politica e culturale, portando tanti cittadini di Cabras a scoprire questa personalità eccezionale al cui nome è intitolato il Museo Civico" dichiara il Sindaco Andrea Abis.
A trentatré anni dalla scomparsa, studiosi e protagonisti della vita pubblica ripercorreranno le diverse dimensioni della sua esperienza: l’uomo, il professore, l’educatore e il ministro. I contributi restituiranno un ritratto articolato della sua figura, mettendo in relazione le origini, la ricerca giuridica e l’impegno nelle politiche per il Mezzogiorno. Per Cabras sarà anche l’occasione di riscoprire il significato di un legame che ha lasciato tracce nella vita culturale del paese e nella valorizzazione del patrimonio del Sinis.
Nato a Cabras l’11 settembre 1929, Marongiu maturò fin da giovane una sensibilità per le condizioni sociali ed economiche del territorio. L’esperienza nell’Azione cattolica e nell’Oristanese contribuì alla sua formazione civile e religiosa, avvicinandolo ai problemi delle famiglie, all’educazione dei giovani e alle responsabilità di chi era chiamato a guidare le comunità. In questo contesto presero forma alcuni dei temi che avrebbero attraversato il suo lavoro: la centralità della persona, il valore della formazione e il rapporto tra istituzioni e società.
Già nel 1955, in uno scritto indirizzato al periodico «Montiferru», individuava nella preparazione della classe dirigente una questione decisiva per il futuro della Sardegna. L’autonomia politica e amministrativa rappresentava un’opportunità da sostenere con competenze, conoscenza della realtà e capacità di assumersi responsabilità. Per Marongiu, la crescita dell’Isola richiedeva persone preparate a esercitare l’autogoverno e a trasformare i bisogni del territorio in scelte e progetti.
Questa attenzione alla Sardegna si inserì progressivamente in una riflessione più ampia sul Mezzogiorno. Nel suo pensiero, lo sviluppo economico era strettamente legato alla crescita civile e sociale delle comunità: gli investimenti e le infrastrutture dovevano accompagnarsi alla formazione, alla qualità dell’amministrazione e alla partecipazione delle popolazioni locali. Il territorio assumeva così un ruolo attivo, attraverso le competenze, le energie sociali e la capacità di orientare il cambiamento.
Laureatosi a Roma nel 1955, Marongiu avviò nel 1958 la collaborazione con Giulio Pastore, diventando successivamente responsabile dell’Ufficio legislativo del Ministero per gli interventi straordinari nel Mezzogiorno. Fu consigliere di amministrazione della Cassa per il Mezzogiorno, presidente del Formez e della Fondazione Giulio Pastore. Alla ricerca e all’insegnamento universitario affiancò l’attività nelle istituzioni, fino all’incarico di ministro per gli Interventi straordinari nel Mezzogiorno, ricoperto dal luglio 1990 all’aprile 1991.
Nonostante gli importanti impegni nazionali Marongiu conservò sempre un rapporto costante con il paese d’origine. Negli atti del convegno dedicatogli nel 1994, Antonio Sanna, primo presidente del Centro culturale Giovanni Marongiu, ricorda le visite periodiche a Cabras e il valore che avevano per lui il ritorno alle radici e gli incontri con gli amici. Anche durante quei soggiorni continuava a studiare, portando con sé libri e appunti, e manteneva viva l’attenzione per l’ambiente, le tradizioni e lo sviluppo economico e sociale della sua terra. Per i concittadini, il “Professore” era un riferimento culturale e umano, atteso e ascoltato.
Il Museo civico di Cabras è una delle testimonianze più significative di questo legame. Marongiu ne sostenne e promosse il progetto, contribuendo a un’iniziativa destinata a diventare un punto di riferimento per la conoscenza del territorio. Realizzata con fondi della Cassa per il Mezzogiorno, la struttura fu inaugurata nel 1997, dopo la sua scomparsa, e successivamente intitolata a lui. Oggi custodisce il patrimonio archeologico del Sinis, dalle testimonianze di Cuccuru is Arrius ai reperti di Tharros, e ospita l’intero complesso scultoreo dei Giganti di Mont’e Prama.
Il museo lega così il nome di Marongiu a un luogo nel quale la comunità riconosce e racconta la propria storia. Il suo sostegno al progetto assume un significato particolare alla luce dell’importanza che attribuiva alla cultura e alla formazione: conoscere il territorio, custodirne la memoria e renderne accessibile il patrimonio sono risorse attraverso le quali una comunità costruisce consapevolezza e possibilità di crescita. Un’eredità che riguarda Cabras e il Sinis, ma che appartiene anche alla Sardegna.
A raccontare questa esperienza interverranno Pier Ciro Galeone, direttore dell’IFEL e vicepresidente della Fondazione Giulio Pastore; Donatella Morana, professoressa ordinaria di Diritto costituzionale e pubblico all’Università di Roma Tor Vergata; Vincenzo Scotti, già ministro dell’Interno e degli Affari esteri; Angelo Rojch, già presidente della Regione Sardegna e deputato; Annibale Ferrari, segretario generale dell’Automobile Club d’Italia e già vicesegretario generale della Camera dei deputati. A moderare i lavori sarà il giornalista Marco Fritella.
Marongiu morì a Roma il 10 novembre 1993. A pochi giorni dall’anniversario, il convegno ne riproporrà il percorso alle generazioni che lo hanno conosciuto e a quelle che possono scoprirlo oggi: un’esperienza nella quale le responsabilità nazionali si intrecciano con l’appartenenza a Cabras e con l’aspirazione a una Sardegna capace di valorizzare le proprie risorse e di governare il proprio futuro.
La partecipazione al convegno è gratuita. È possibile iscriversi online, in modo facoltativo, attraverso il link eventbrite.it/e/biglietti-convegno oppure scansionando il QR code presente in locandina. L’iscrizione non è obbligatoria per partecipare.
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Ultimo aggiornamento: 4 novembre 2026, 13:35