Tharros e museo, si torna ai livelli del 2019

Cresce il numero dei visitatori nei siti archeologici del Sinis. Soddisfazione del presidente della Fondazione Mont’e Prama Anthony Muroni e del sindaco di Cabras Andrea Abis.

La Fondazione Mont’e Prama può guardare con ottimismo al futuro dei propri siti archeologici. I dati degli ingressi nei giorni delle festività pasquali, ritornati ai livelli pre-pandemia, fanno ben sperare per la stagione estiva e per tutti gli appuntamenti in programma. Proprio la settimana scorsa alla BIT di Milano sono stati lanciati due importanti appuntamenti tra cui il Festival dell’Archeologia in programma dal 28 giugno al 3 luglio.

Sono state 2.428 le persone che nel giorno di Pasquetta hanno scelto uno dei tre siti attualmente visitabili: Tharros, Museo Giovanni Marongiu e Torre spagnola. Nel 2019 erano stati 2345. Nel giorno di Pasqua sono stati invece 639 contro i 777 del 2019. Un dato quindi di sostanziale conferma dopo due anni difficilissimi per il settore e in cui i siti erano rimasti chiusi.

L’area di Tharros, anche nel 2022, continua a fare da traino per il sistema con 289 ingressi nel giorno di Pasqua e ben 1066 nel lunedì dell’Angelo. Bene soprattutto in quest’ultima giornata anche il Museo e la Torre con rispettivamente 693 e 669 ingressi.

Stiamo finalmente assistendo a una ripresa decisa dei numeri che confermano il grande valore attrattivo dei nostri siti culturali, uno dei gioielli di un territorio che ha tanto da offrire e che resta in cima ai desideri di tanti visitatori e turisti. Con la Fondazione stiamo lavorando attivamente per la promozione internazionale di un patrimonio culturale e monumentale unico, che costituisce un asse fondamentale per lo sviluppo culturale ed economico di Cabras” afferma il sindaco Andrea Abis.

Per il presidente della Fondazione Mont’e Prama Anthony Muroni “Si tratta di dati positivi che ci permettono di guardare avanti verso nuovi importanti traguardi. Voglio fare i complimenti al Comune di Cabras e alla Cooperativa “Penisola del Sinis – dice ancora Muroni – questi dati sono merito della loro resistenza e dei loro sforzi per tenere viva una realtà eccezionale. Ora lavoriamo insieme perché i numeri possano crescere ulteriormente”.