Più di 300 partecipanti alla ciclopedalata del primo maggio. “I cittadini chiedono la sicurezza stradale con le ciclabili”

Si è tenuta ieri mattina la tradizionale ciclopedalata del primo maggio, che quest’anno ha potuto realizzarsi di nuovo dopo i due anni di pausa forzata a causa dell’emergenza pandemica. Più di trecento le persone che hanno partecipato alla pedalata nel Sinis, che ha fatto tappa al villaggio di San Salvatore e a San Giovanni.

Prima della partenza e ad ogni tappa, l’associazione Tzur in collaborazione con la società cooperativa Penisola del Sinis, ha presentato il territorio con dei brevi momenti culturali di descrizione delle località e dei siti di interesse visitabili. Dopo il pranzo e la pausa in spiaggia o in visita al sito archeologico di Tharros e alla Torre spagnola, si sono svolte le premiazioni dei partecipanti alla lotteria del Sinis, grazie alla collaborazione degli sponsor della manifestazione che hanno messo a disposizione dei piccoli gadget.

“È stata una giornata di festa vissuta in maniera comunitaria, che ha coinvolto molte famiglie e tantissimi ragazzi che hanno scelto di trascorrere un’intera giornata all’aria aperta sulla due ruote. Siamo soddisfatti perché la partecipazione è stata ampia, dato che indica quanto siano attese giornate come questa, dai piccoli e dai grandi” ha detto il Sindaco Andrea Abis.

Il lungo serpentone di biciclette durante la mattina ha fatto tappa anche a Torregrande, fermandosi all’altezza del ponte Bau Mannu, punto di confine tra Cabras e Oristano, per la manifestazione di protesta organizzata dall’amministrazione Abis. In centinaia hanno chiesto lo sblocco del progetto per la realizzazione dell’asse pedonale e ciclabile. Un intervento tanto urgente quanto necessario per mettere in sicurezza le strade provinciali che collegano il borgo di Cabras con la marina oristanese.

Il Sindaco Andrea Abis, accompagnato da consiglieri e assessori, ha affermato che “l’opera, già finanziata dalla Regione per un totale di 4 milioni di euro, non può più essere rimandata e a causa di questo stop si potrebbe correre il rischio paradossale di perdere il finanziamento. Chiediamo da tempo al Presidente della Regione e al Presidente del Consiglio Regionale di intervenire affinché si ponga rimedio a una situazione illogica che blocca un progetto già finanziato di messa in sicurezza di un asse stradale estremamente pericoloso. Attualmente la norma regionale prevede la inedificabilità e non trasformabilità a trecento metri dalle lagune, che per Cabras si traduce in un vincolo aprioristico senza senso. Chiediamo alla Regione di normare in maniera adeguata ed efficace in modo che sia sanato questo sfregio burocratico e si ponga la valutazione dei progetti al centro del singolo procedimento autorizzativo anziché disporre di una legge che vieta a prescindere qualunque tipo di intervento”.

“Se è vero che molti cittadini evitano di percorrere la strada che collega Cabras a Torregrande a piedi o in sella a una bicicletta – prosegue Abis -, è altrettanto vero che molte altre persone vi si avventurano, soprattutto durante le sere d’estate, esponendosi a un rischio molto grave che personalmente non mi sento più di avvalorare con l’accettazione inerte dello stato di fatto”.

Il Sindaco e la sua amministrazione non intendono rinunciare a un’infrastruttura che si preannuncia non solo sicura ma di grande valorizzazione del territorio.

“Parliamo da tempo di turismo lento, di ecosostenibilità, di un’offerta turistica di pregio in un paesaggio naturalistico di eccezionale bellezza. Ma dobbiamo impegnarci affinché questo patrimonio possa essere davvero fruito da chi abita il territorio e da chi lo viene a visitare. Il nostro obiettivo è quello di poter offrire dei circuiti dedicati e pienamente sicuri a disposizione di chiunque voglia vivere il Sinis o spostarsi nella marina oristanese” aggiunge il primo cittadino.

“Abbiamo apprezzato la partecipazione di tante persone - ha concluso Abis -. Questo è dimostrativo di quanto il progetto sia ritenuto importante dalla cittadinanza la quale attende dalla politica risposte concrete”.