Esemplare di verdesca spiaggiato e riportato in mare nell’area Marina Protetta del Sinis

Questa mattina nella località di San Giovanni di Sinis, nell’Area Marina Protetta Penisola del Sinis Isola di Mal di Ventre, è stato rinvenuto un esemplare di verdesca (Prionace glauca) spiaggiato ma vivo. A dare l’allarme segnalandone la presenza al Corpo Forestale è stato un cittadino di Cabras, Pippo Mereu, che si trovava nella zona e ha notato che l’animale si dimenava sul bagnasciuga.

Gli agenti della Stazione Forestale di Oristano, Ass. Capo Salvatore Serra e Alessandro Ardu, intervenuti in coordinamento con i ricercatori del CNR Andrea de Lucia, Andrea Camedda e Francesco Orilia e gli operatori dell’AMP del Sinis Massimo Marras e Roberto Brundu, hanno agevolato il ritorno in mare dell’esemplare con estrema cautela e atteso per oltre mezz’ora per evitare che venisse nuovamente portato a riva dalla risacca.

L’operazione è stata gestita in maniera analoga a quelle generalmente condotte dalla Rete Regionale della Sardegna per la salvaguardia di tartarughe marine e cetacei, a partire dalla segnalazione fino all’intervento in loco.

“Capita spesso che in certi periodi dell’anno e in zone con bassa frequentazione antropica questa specie frequenti il sotto costa a scopo alimentare o riproduttivo, cacciando soprattutto pesci e cefalopodi – spiegano il direttore dell’Area Marina Protetta Massimo Marras e il biologo  del CNR Andrea Camedda -. Non avendo notato segni di intrappolamento in strumenti da pesca ipotizziamo che l’esemplare, un maschio adulto di circa due metri di lunghezza, si sia spiaggiato accidentalmente durante l’attività di predazione sulle sue specie target”.

Lo squalo era stato infatti notato dal pescatore sportivo Giandomenico Meli la sera del 4 gennaio mentre si aggirava sotto costa, probabilmente in caccia di pesci o calamari.

La verdesca o squalo azzurro è un pesce cartilagineo, piuttosto comune in Mediterraneo ma sempre più minacciato dalle attività di pesca, infatti si stima che in tutto il mondo ogni anno vengano uccisi tra i dieci e i venti milioni di esemplari durante le battute di pesca sia di carattere professionale che ricreativo.