Approvato in Consiglio comunale il Piano di Protezione Civile

Il Consiglio Comunale ha approvato ieri all’unanimità il Piano Comunale di Protezione Civile,  che definisce l’insieme delle procedure operative necessarie per fronteggiare una qualsiasi calamità nel territorio.

I Comuni devono provvedere per legge allo svolgimento delle attività di pianificazione di protezione civile e approvare con deliberazione consiliare il Piano di protezione civile comunale.

 “Si tratta di un passaggio importante, assolutamente necessario prima di affrontare l’estate, che ci auguriamo possa essere priva delle criticità che si sono presentate lo scorso anno a causa dei roghi divampati in alcune zone periferiche della cintura urbana” ha spiegato il Sindaco Andrea Abis.

 Il Piano del Comune di Cabras consiste in un documento voluminoso, corredato da 47 elaborati che portano alla mappatura del rischio idraulico, idrogeologico da frana, da incendio e da inondazione costiera.

Sono individuati anche scenari specifici di rischio.

Per Cabras esistono tre scenari per il rischio idraulico, nello specifico alluvioni derivanti dal rio Mare Foghe, dalla piena del fiume Tirso e del Tanui o da Sa ‘Cora manna.

Sono nove invece gli scenari relativi al pericolo frane e sono tutti ubicati nella zona costiera, ad esempio a Su Tingiosu, nella falesia di Seu e a Funtana Meiga ma anche in località San Giovanni di Sinis, sia in alcuni punti della scogliera sia nella zona dell'Istmo.

Per quanto concerne gli incendi sono invece presenti ben quarantasei scenari tra areali del Sinis e ricadenti all’interno della cintura urbana dell’abitato, ad esempio nella lottizzazione donna Annetta e don Peppi o a Solanas, nelle zone collegate alla viabilità rurale. Tutti vanno monitorati e gestiti per quanto possibile con  interventi preventivi di manutenzione della vegetazione.

All’interno degli allegati risulta fondamentale l’annotazione degli esposti al rischio, ossia i soggetti più vulnerabili nel momento dell’emergenza, quali possono essere, ad esempio, i residenti nelle zone rurali nel caso del pericolo incendio.

 “Il Comune metterà molto impegno nelle fasi della prevenzione, che peraltro si rivelano molto costose, come la trinciatura della canna domestica che è particolarmente pericolosa per la veloce propagazione delle fiamme – ha affermato Abis -. Abbiamo stabilito che la priorità assoluta riguarda la cintura urbana, per poi procedere con le strade rurali infestate di vegetazione spontanea. Di recente ci siamo dotati di un nuovo trattore e di una nuova trinciatrice ma altro obiettivo importante – ha aggiunto il primo cittadino - sarebbe quello di dotare la compagnia barracellare di un’autobotte che possa funzionare come primo intervento nel caso di incendio. A livello regionale non vi sono mezzi disponibili, pertanto al momento chiederemo la disponibilità di mezzi in dismissione in attesa di un intervento regionale che risulta essere indispensabile in quanto i Comuni non sono in grado di sostenere da soli le spese di acquisto di mezzi che hanno costi eccessivi”.

 Per l’attuazione del Piano Comunale di Protezione Civile, il Sindaco si avvale della struttura del Centro Operativo Comunale (C.O.C.). Oltre al Sindaco la struttura organizzativa vedrà  l’operatività della Polizia locale, dell’ufficio tecnico, della compagnia barracellare e dell’Area Marina Protetta, ognuno secondo funzioni e  compiti prestabiliti.

Intendiamo incentivare la nascita di associazioni di volontari, in quanto il supporto di soggetti locali che conoscono perfettamente il territorio è fondamentale sia nella fase del primo intervento, che nelle fasi di spegnimento e nel momento della bonifica, quando le fiamme sono state domate ma c’è ancora necessità di evitare che il rogo possa riprendere per il riattivarsi delle braci – ha concluso il sindaco Andea Abis -..  Molta attenzione sarà dedicata anche alla verifica, effettuata dalla Polizia municipale, della pulizia dei terreni da parte dei privati. Ognuno deve fare al meglio la sua parte”.