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Mont'e Prama, il Consiglio Comunale si mobilita. Presto una manifestazione

Questa sera al termine della seduta di Consiglio Comunale il Sindaco Andrea Abis, come anticipato durante la Conferenza stampa di ieri, ha aperto il dibattito sulla questione Mont’e Prama, che vede al centro dell’attenzione il trasferimento di parte del patrimonio scultoreo, previsto per il prossimo 25 febbraio, per il compimento dei lavori di restauro, così come richiesto dalla Soprintendenza. 

“Si tratta di un’operazione che avrebbe un impatto devastante sulla comunità e sulle prospettive future - ha ribadito ancora una volta il Sindaco Andrea Abis -. L’intervento di restauro è necessario per valorizzare il bene culturale ma non condividiamo la modalità che ci viene imposta. Come si fa ad accordare un intervento di questo tipo senza garanzie? Noi qui siamo figli di un grande trauma, ma anche soggetti che vivono un grande sogno. Il trauma è quello della dispersione del patrimonio, il sogno sul quale dobbiamo lavorare, è quello di recuperare tutte le statue, esponendole in un unico ambiente qui a Cabras. Da qui devono partire le iniziative, deve partire il dibattito per la gestione della questione nei prossimi giorni”.

Sono stati numerosi i Consiglieri che hanno deciso di dare il loro contributo in termini di dichiarazioni e proposte.

L’Assessore alla Cultura Carlo Trincas si è posizionato con forza contro quella che definisce un vero e proprio furto che va a discapito degli interessi del territorio e ad esclusivo vantaggio di una visione ‘cagliari centrica’”. Invita quindi a giocare di squadra, proponendo un sit-in pacifico ma deciso nel giardino del museo. “I giganti devono stare a casa loro, tutti assieme, come lo sono stati per tremila anni”.

Ha preso poi la parola il Consigliere Gianni Meli (Sviluppo Collettivo). “Oggi la Soprintendenza comunica questa decisione dimostrando cecità culturale - ha detto Meli -. Proponiamo di coinvolgere tutti gli amministratori del territorio. Lo stesso pres della rEgione Solinas è stato abbastanza chiaro e molti consiglieri regionale di qualsiasi colore politico la pensano allo stesso modo. Questo dimostra che non siamo soli Siamo d’accordo con il sit in o una catena umana lungo la via tharros, per un forte impatto mediatico”.

Il Consigliere comunale Ferdinando Sechi ha ricordato la Lectio Magistralis tenuta a Cabras nel 2019 dalla prof.ssa Antonietta Boninu a Cabras. “In quell’occasione i bambini fecero tante intelligenti osservazioni, frutto della loro vivacità intellettuale e della spiccata sensibilità verso il mondo antico, trasmessa loro dai docenti. I nostri alunni già allora chiesero che tutte le statue potessero tornare a Cabras, perché solo qui troverebbero la loro giusta collocazione. Questo sia un monito per tutti noi, sia il nostro obiettivo, perché a chiederlo sono i bambini, le nuove generazioni”.

La consigliera Federica Pinna in quanto delegata al commercio si è fatta portavoce delle preoccupazioni del settore. “Il settore ricettivo è quello che ha subito le maggiori conseguenze della pandemia e a un mese dall’inizio della stagione una notizia come questa accresce il timore. Le uniche certezze che restano sono quelle delle bellezze territoriali e del patrimonio culturale. Proponiamo che il restauro si effettui qui a Cabras, perché abbiamo bisogno dei nostri beni culturali. Gli operatori comunicano di essere pronti a lottare per questa vertenza, sono pronti ad ospitare nelle loro strutture tutte le persone che si dovranno occupare del restauro, purché si faccia qui e non si perda l’occasione di rilanciare la stagione turistica”.

La Consigliera Alessandra Lochi (Cabras popolare progressista) ha parlato di una battaglia ardua, che sembrava essersi conclusa nel 2017 con la sottoscrizione dell’accordo di valorizzazione firmata da Ministero, Regione e Comune. Ma ancora una volta si cerca di scardinare il binomio Cabras - Giganti di Mont’e Prama. “Nel 2018 il Consiglio Comunale si mobilitava con tutti i sindaci dell’Unione dei Comuni per chiedere la ricomposizione dell’intero complesso scultoreo, quello su cui Cabras ha scelto di investire il proprio futuri e quello delle generazioni future. Politica, mondo della cultura e società civile si devono unire per riaffermare la dignità e la storia di Cabras e del Sinis”. 

La Consigliera Laura Celletti ha fatto appello alla Convenzione europea per la Protezione del patrimonio archeologico firmata dall’Italia nel 1992 e ratificata nel 2015. “La soprintendente si muove in direzione ostinata e contraria rispetto agli accordi presi nel 2017 e rispetto alla Convenzione, che impegna gli stati firmatari a promuovere il patrimonio e a conciliare l’archeologia con lo sviluppo del territorio, preservando la conservazione in situ dei reperti”.

Il Consigliere Carlo Carta ha proposto che lo spazio riservato a una sala per il restauro all’interno del Museo di Cabras possa essere permanente. ”Potremo promuovere ulteriori campagne di scavo e credo che un laboratorio permanente possa essere importante per incentivare il turismo e mobilitare numerosi studiosi dall’estero”.

Ha preso poi la parola l'Assessore ai Lavori pubblici Enrico Giordano. “Questo è il momento in cui dobbiamo accendere i riflettori. Non è il momento di progettare e lavorare in silenzio, dobbiamo fare in modo che questo momento complicato diventi un’opportunità per far conoscere Cabras e Mont’e Prama. Il problema non è solo il 25 febbraio. Dobbiamo lavorare prima. Propongo di iniziare con un gesto simbolico, mettendo un lenzuolo bianco alle finestre. Facciamo in modo che tutti sappiano e conoscano il nostro territorio”. 

“Non sarà possibile giocare questa partita solo sulle carte burocratiche - ha detto in conclusione il sindaco Andrea Abis -. Bisogna  manifestare. Facciamo in modo che le nostre pietre parlino. Inviterò tutti i sindaci del territorio oristanese, il mondo della cultura, che crede ai principi che sono stati letti, che parla di conservazione e restauro dei reperti in loco, nel luogo di ritrovamento. Credo che potremo avere l’appoggio trasversale di tanti, insieme all’anima di Cabras: i cittadini”.