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L'Amministrazione si oppone al trasferimento dei patrimonio Mont'e Prama

Questa mattina si è svolta la Conferenza stampa organizzata dall'Amministrazione comunale per affermare con forza la volontà di opporsi allo spostamento dei reperti che fanno parte del grande patrimonio di Mont’e Prama. Al centro dell'attenzione vi sono due statue, un arciere e un pugilatore, insieme a due modelli di nuraghe e a numerosi frammenti reperiti nel sito archeologico.

Il trasferimento, stabilito dalla Soprintendenza, è volto al restauro delle opere, ma non trova l'accordo dell'Amministrazione in quanto si tratta di una decisione presa in maniera unilaterale, che non dà alcuna garanzia sul rientro delle statue a Cabras.

Il Sindaco Andrea Abis chiede pertanto il rispetto dell'accordo siglato nel 2017 fra il Ministro, la Regione e il Comune, proponendo che il restauro venga effettuato al Museo Giovanni Marongiu di Cabras.

"La nostra è una battaglia di dignità e di civiltà - ha affermato il Sindaco -, abbiamo bisogno del riconoscimento sostanziale del nostro ruolo. È opportuno valorizzare i reperti nel luogo in cui essi sono stati ritrovati, ne va del futuro del nostro territorio".

A preoccupare il primo cittadino è anche il momento storico in cui si prospetta il trasferimento delle opere scultoree, caratterizzato da una grave crisi e una profonda incertezza che colpiscono in maniera pesante uno degli aspetti dominanti per l’economia cabrarese: il turismo.

“Allontanare le statue dal territorio, le più belle fra quelle rinvenute nel sito archeologico, significa lasciare sguarnita la sala museale allestita nel 2015, riducendo fortemente l’offerta culturale proposta al turista – ha specificato Andrea Abis -. Nessuno mette in dubbio che il restauro sia necessario, ma la modalità imposta dall’alto fa sì che l’ente gestore si trovi a subire il trasferimento senza condividerlo”.

Il Sindaco Abis ha annunciato che a breve si terrà l’inaugurazione della nuova sala allestita appositamente per l’esposizione delle statue di Mont’e Prama.

“Lasciare che la sala resti spoglia è inconcepibile. Abbiamo proposto di mettere a disposizione anche un laboratorio per il restauro dei preziosi reperti, realizzandolo a nostre spese, così che si possa giocare una carta vincente per il rilancio del territorio – ha concluso il primo cittadino -, ma se i presupposti sono questi è evidente che non ci viene data la possibilità di usare il restauro quale motore trainante per la ripresa turistica di questo luogo”.