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Duecento chili di sabbia restituiti a Is Arutas

Anche quest’anno, prima della stagione estiva, una importante quantità di preziosa sabbia di quarzo viene restituita alla spiaggia di Is Arutas. L’Amministrazione guidata dal Sindaco Andrea Abis ha organizzato per oggi, giovedì 1 aprile, il recupero dei granelli sequestrati a chi li ha sottratti al litorale.

Sono duecento i chili di sabbia riportati a Is Arutas. Un dato decisamente inferiore rispetto ai sei quintali dello scorso anno, in parte dovuto a una minore presenza di turisti non isolani nella stagione estiva 2020, intaccata dalla pandemia da Covid19. D’altro canto questi numeri indicano che le campagne di sensibilizzazione portate avanti negli anni iniziano a sortire l’effetto sperato, quello di rendere noto, a chi fruisce delle bellezze naturalistiche locali, l’importanza del rispetto dei luoghi.

Cento chili di sabbia provengono dai vari porti e aeroporti dell’Isola. A occuparsi della restituzione è l’Associazione ‘Sardegna rubata e depredata’, che ha radunato ciò che è stato reperito la scorsa estate negli aeroporti di Cagliari – Elmas, Olbia e Alghero e al Porto di Porto Torres. Oltre alla sabbia di quarzo, prediletta dai turisti in partenza, il presidente dell’Associazione, Franco Murru, ha restituito anche quattro casse contenenti ulteriore materiale marino, in particolare conchiglie, che verranno censite dagli esperti del CNR anche per verificare la presenza di gusci particolari, come quello della Patella ferruginea, specie in via di estinzione a causa del prelievo incontrollato nel tempo.

I restanti cento chili sono stati raccolti nella sede dell’Area Marina Protetta Penisola del Sinis – Isola di Mal di Ventre, che durante l’anno accoglie le restituzioni da parte dei ‘pentiti’, coloro i quali custodiscono i granelli di quarzo da lungo tempo nelle abitazioni private e decidono poi di riportarli nel luogo d’origine. C'è chi ha inviato un pacco addirittura dagli Stati Uniti, chi scrive di aver tenuto con sé i granelli di sabbia per più di quarant'anni e solo adesso ha preso coscienza dell'importanza della restituzione.

Il problema del furto di sabbia è una piaga che affligge il litorale del Sinis da decenni. In passato non si percepiva il rischio di questo fenomeno, ma il prelievo incontrollato ha reso necessaria una legge a tutela del bene.

È risaputo inoltre che il pericolo non deriva solo da un asporto attivo. Chi si reca in spiaggia è bene che usi tutte le precauzioni prima di allontanarsi proprio per evitare quello che prende il nome di trasporto passivo. Le aree di scuotimento, ossia le zone che si trovano nella prima parte delle passerelle disposte lungo il litorale, sono segnalate dalla cartellonistica e hanno una funzione specifica indispensabile: il bagnante ha il dovere di sostarvi e far ricadere sull’arenile ogni granello. Stessa accortezza va usata per evitare che la sabbia resti all’interno delle borse o incastrata fra le pieghe dei teli da mare.

Il lavoro delle forze dell'ordine è fondamentale per la vigilanza sul territorio. La scorsa stagione gli agenti della Polizia locale coadiuvati dalla compagnia barracellare, hanno sventato numerosi furti.

Anche quest’anno partirà durante l’estate il progetto Sinis Sentinels, che già lo scorso anno ha visto impegnati dei volontari per la sensibilizzazione di chi frequenta il litorale al rispetto dei luoghi.